tacchi alti e alluce valgo

Tacchi alti e alluce valgo: si o no?5 min read

tacchi alti e alluce valgo

Il tacco è un simbolo di grande femminilità e le donne difficilmente rinunciano a questo accessorio, tuttavia oggi approfondiremo il legame fra l’abitudine di camminare su calzature di questo tipo e una patologia del piede molto diffusa. L’alluce valgo infatti, colpisce soprattutto il genere femminile e una delle principali cause è proprio il costrizione del piede in calzature troppo strette.

Cosa è l’alluce valgo

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede, che tende a spingere verso le altre a causa della sporgenza del primo osso metatarsale verso l’esterno. La patologia, come abbiamo detto, colpisce soprattutto le donne ed è molto fastidiosa e dolorosa, nonché offre un’immagine estetica spiacevole dove si evitano scarpe aperte per non mostrare il disturbo.

L’alluce valgo può essere anche dovuto a cause congenite oltre che a cattive abitudini, ad esempio il piede piatto o problematiche come l’artrite reumatoide. Con il passare del tempo si avrà un progressivo peggioramento della condizione perché alla deformità ossea si abbina un’infiammazione interna che intacca i tessuti molli della zona. Il gonfiore e dolore purtroppo non è localizzato solo all’alluce ma anche alle altre dita.

Correlazione tacchi alti e alluce valgo

Sebbene il tacco alto offra un’immagine elegante e sia il simbolo assoluto della femminilità, purtroppo se viene indossato spesso provoca squilibri nel rapporto fra la pianta del piede e il suolo. Infatti, appoggiando male a terra ed essendo costretto in un ambiente abbastanza stretto in punta, il piede sviluppa un alluce che modifica la sua struttura e diventa valgo. Ovviamente se c’è una predisposizione a questa condizione, i tacchi sono ancora più sconsigliati per evitare metatalsargie.

La correlazione del disturbo con i tacchi è evidente e viene confermata anche da molti specialisti del settore, per questo motivo uno dei consigli è quello di indossare calzature idonee al posto dei tacchi alti che caricano eccessivamente la zona metatarsale e fanno sfregare le ossa contro la superficie. È bene specificare che la sola abitudine di indossare scarpe con il tacco non scatena di per sé l’alluce valgo ma sicuramente agisce sui sintomi, così come cambiare solo calzature non risolve il problema.

Come fare la diagnosi

Riassumendo, l’alluce valgo colpisce in media le donne per una serie di fattori tra cui anche la situazione creata dalle scarpe con il tacco, in ogni caso anche chi non li indossa può svilupparla quindi ogni caso è specifico. I sintomi sono per lo più riconducibili a dolore, rigonfiamento, rossore, calli nelle zone di sfregamento.

Spesso è il paziente che si rivolge al medico perché i fastidi diventano insopportabili, o in alcuni casi si notano dei cambiamenti graduali che si ritiene opportuno segnalare. La visita specialistica è un’ottima strada, anche a scopo preventivo, perché attraverso una serie di esami il medico potrà valutare la situazione generale non solo dell’alluce ma di tutto il piede, effettuando se serve anche una radiografia bilaterale. Ogni caso è diverso dagli altri e solo tramite studi approfonditi si avrà un quadro completo e si potrà procedere con la giusta terapia.

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Dolore e deformità

Si tratta delle due caratteristiche principali che identificano l’alluce valgo. Si tratta di ben più di un problema estetica, infatti la progressiva modifica dell’angolazione del primo dito comporta disturbi più gravi, a partire dalla formazione della cipolla. Questa è la testa del primo metatarso, ossia il punto di sfregamento dell’osso che sporge, contro le scarpe. Questo meccanismo causa forte dolore e a lungo andare possono essere anche coinvolte le altre dita, ad esempio diventando dito a martello. Immaginiamo un piede in queste condizioni costretto all’interno di un paio di tacchi, si tratta di una sensazione davvero fastidiosa e dolorosa che rende difficile camminare e mantenere una giusta postura.

Terapia migliore

Abbiamo due strade da intraprendere, la prima è quella della terapia conservativa, ossia un radicale cambiamento delle abitudini sbagliate. In questo caso, si dovrà rinunciare ai tacchi e a ogni calzatura che costringe il piede in una posizione innaturale, si dovranno acquistare suolette morbide, all’occorrenza tutori che fasciano le dita e altre misure che verranno consigliate dallo specialista. Fra questo tipo di terapia rientra sicuramente anche la fisioterapia da fare a casa oppure seguiti da un fisioterapista oppure l’utilizzo di appositi tutori in silicone medico che aiutano a raddrizzare l’osso e ad alleviare il dolore.

Abbiamo poi la strada più drastica ma, al contrario della prima, assolutamente risolutiva. Si chiama tecnica percutanea mini-invasiva e ha una durata molto breve, inoltre non vengono praticate incisioni ma piccolissimi fori con minuscole frese, dopodiché il chirurgo procede grazie all’aiuto di un apparecchio radiologico. Questa operazione permette di correggere le ossa e i tendini danneggiati dalla patologia, inoltre i paziente non ha bisogno di mezzi di stabilizzazione per la guarigione.

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Che cosa si può fare in alternativa

Essendo un problema progressivo, l’alluce valgo non può essere risolto definitivamente con la terapia conservativa, però alcuni accorgimenti che spiegheremo in seguito si possono rivelare utili per tamponare momentaneamente. Ovviamente questa opzione è indicata per chi soffre di questo disturbo in maniera lieve e non troppo invalidante.

Se l’alluce è già deformato ma non richiede tempestivamente la chirurgia, è molto importante acquistare dei plantari ortopedici in materiale morbido e malleabile. Questi sono fondamentali per scaricare il peso dai metatarsi e distribuirlo in maniera corretta all’interno della calzatura che, ricordiamolo, deve essere abbastanza larga per poter accogliere il piede senza costringerlo in posizioni innaturali, soprattutto nella zona delle dita.

Per questo motivo i tacchi vanno assolutamente evitati, si possono fare eccezioni solo per occasioni importanti che richiedono una calzatura elegante, ad ogni modo non deve essere troppo vertiginosa né stretta in punta.

Insomma, ci vuole un po di buon senso e nei casi in cui non se ne può fare a meno, ad esempio nel luogo di lavoro, si consiglia di indossare tacchi che non superino i 4 centimetri per non provocare dolore. Ricordiamo, che quando l’alluce valgo è tale da provocare forti dolori nel camminare, l’unica soluzione è quella dell’intervento chirurgico per agire alla radice del problema e tornare a camminare con serenità.

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