alluce valgo rischio recidiva

Alluce valgo: come limitare il rischio di recidiva7 min read

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L’alluce valgo è una patologia del piede che provoca dolore e un malfunzionamento della deambulazione e della postura. Non bisogna mai sottovalutare la sua gravità e quindi intervenire tempestivamente per limitare il rischio di recidiva.

In che cosa consiste l’alluce valgo

L’alluce valgo, che è un disturbo estremamente comune soprattutto nella popolazione femminile, consiste nella deformazione del primo dito del piede che tende a spostarsi lateralmente e verso le altre dita.

Come principale conseguenza si ha la formazione di un’evidente sporgenza mediale del primo osso dell’alluce (metatarso) associata all’insorgenza di una sacca mucosa alla base del dito. Il cambiamento anatomico del piede provoca dolore dapprima localizzato soltanto in un’area ristretta e poi diffuso a tutta la pianta del piede.

La protuberanza “a cipolla” che caratterizza questo disturbo è indicativa del processo infiammatorio a carico dell’arto inferiore, che tende ad acutizzarsi a contatto con la scarpa. Di solito al dolore si associa anche il rossore che evidenzia bene la cipolla e prurito. Oltre a non riuscire più a camminare bene si fa fatica anche ad indossare le calzature e a fare le normali attività.

Quali sono le cause alluce valgo

L’alluce valgo è una delle varie patologie del piede e purtroppo può colpire anche gli uomini. E’ una patologia degenerativa, che se non curata e seguita fin da subito rischia di peggiorare sempre di più compromettendo la camminata e la vita “normale” di tutti i giorni. Fondamentale è attuare comportamenti che prevengano l’insorgenza di questa malformazione e nel caso intervenire fin da subito senza aspettare che il dolore diventi insopportabile.

Le cause principali che portano all’insorgenza dell’alluce valgo sono le seguenti:

  • fattori congeniti, solitamente collegati alla presenza di piedi piatti oppure ad altre malformazioni anatomiche ereditarie;
  • impiego di calzature inadeguate, soprattutto con tacchi troppo alti che spingono in avanti il piede modificandone l’anatomia;
  • artrite reumatoide, che tende a provocare una progressiva degenerazione fisiologica dei piedi;
  • lassità muscolare, che rende le ossa più mobili in quanto non correttamente sostenute dai muscoli;
  • anomalie del tessuto connettivo, che influenzano la posizione delle ossa dell’alluce.

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Sintomi e possibili complicazioni dell’alluce valgo

Il sintomo principale dell’alluce valgo è il dolore associato alla degenerazione della prima falange dell’alluce dipendente a sua volta dalla formazione della “cipolla” gonfia e dolorosa che può causare una notevole limitazione dei movimenti. Tutta la dinamica del piede risulta infatti compromessa, dato che il paziente tende a modificare la sua postura per non gravare troppo sulle dita del piede, caricando maggiormente i talloni.

A livello del bordo esterno del piede possono insorgere fenomeni di ipercheratosi con ispessimento dolente degli strati superficiali cutanei, che spesso interessano tutte le dita. È piuttosto frequente che chi è affetto da alluce valgo presenti numerose callosità diffuse. La zona interessata è dolente sia durante la deambulazione che a riposo e si mostra arrossata, gonfia e intorpidita. Il dolore al piede si acutizza dopo che il soggetto ha indossato le scarpe dato che lo sfregamento del pellame sulla protuberanza contribuisce ad attivare i nocicettori responsabili delle stimolazioni algiche.

Le più comuni conseguenze di questo disturbo sono:

  • degenerazione alle articolazioni del piede;
  • borsite;
  • metatarsalgia;
  • dita a griffe;
  • deformità delle dita del piede;
  • lussazione falangea;
  • sviluppo del ginocchio valgo;
  • rigidità del bacino;
  • lombalgia e sciatalgia.

Come effettuare la diagnosi

La diagnosi dell’alluce valgo è piuttosto intuitiva in quanto è sufficiente una semplice osservazione obiettiva della forma del piede per confermare la deformazione anatomica del primo dito. È possibile anche effettuare una valutazione clinica mediante test baropodometrici che consentono di valutare la distribuzione dei carichi sul piede in posizione statica e dinamica. Un supporto diagnostico può essere offerto dalla radiografia al piede.

Come curare l’alluce valgo

Partendo dal fatto che in questo caso è meglio prevenire che curare, una volta che l’alluce valgo si sta formando è possibile agire con due modalità. Se preso nella fase iniziale si possono attuare tutta una serie di trattamenti conservativi che aiutano a correggere ed alleviare il dolore. Fra questi appunto ci possono essere anche alcuni tutori in silicone oppure dei plantari ortopedici. Quando la patologia è acuta e la protuberanza a cipolla è molto grande allora la via maestra è quella della chirurgia.

Trattamenti conservativi

I trattamenti di primo intervento sull’alluce valgo sono sempre di tipo conservativo e prevedono il riposo assoluto nelle fasi di dolore acuto, seguito da attività motorie non troppo impegnative e comunque rispettose delle condizioni del piede. Fra i principali rimedi che si possono attuare ci sono i seguenti:

  • Gli impacchi di ghiaccio sono molto utili in quanto, provocando una vasocostrizione riflessa, diminuiscono l’apporto di sangue all’arto limitando il dolore provocato dalla flogosi.
  • Bisogna inoltre utilizzare calzature comode, di un numero superiore a quello normalmente indossato e realizzate con materiali morbidi e confortevoli, per limitare al massimo l’attrito con l’osso deformato.
  • Sono consigliati alcuni supporti ortopedici, come plantari cuscinetti adesivi e distanziatori, il cui impiego può rivelarsi risolutivo per non sovraccaricare la porzione anteriore del piede. In alcuni casi si possono indossare ortesi personalizzate per sostenere la caviglia e per supportare il piede.
  • La fisioterapia, associata ad esercizi posturali e alcuni sport possono supportare pazienti affetti da alluce valgo non in fase acuta.

Infine , come accennato precedentemente, vi sono tutta una serie di tutori di silicone ortopedico che sono facili da indossare e che permettono di correggere e raddrizzare l’alluce alleviando in dolore. Un altro rimedio utile sono dei particolari cerotti per alluce valgo che riescono a dare sollievo immediato per qualche ora. Questi rimedi però vanno bene se fatti nella fase iniziale, non quando la deformazione è avanzata.

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Chirurgia e trattamenti farmacologici

Tra i rimedi farmacologici maggiormente usati, i FANS sono quelli più efficaci e con le minori controindicazioni, anche se nei casi più gravi diventa necessario ricorrere a terapie iniettive con cortisone.
In condizioni di particolare gravità e quando gli interventi conservativi si sono rivelati inefficaci è possibile effettuare un’operazione chirurgica che rimane l’unico mezzo risolutivo. Si tratta della chirurgia percutanea mini invasiva, una nuova tecnica chirurgica assolutamente semplice e che si fa in day-hospital con tempi di recupero abbastanza brevi.

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Come limitare il rischio di recidiva dell’alluce valgo

Abbiamo visto quali sono i metodi per curare l’alluce valgo e alleviare così i dolori ritornando a una vita normale. Purtroppo però potrebbe essere che a distanza di anni l’alluce valgo si ripresenti nuovamente e allora in questo caso si parla di alluce valgo recidivo. L’alluce valgo si può identificare fin dalle prime fasi quando sono presenti le seguenti manifestazioni:

  • dolore metatarsale;
  • aumento della callosità plantare;
  • atteggiamento delle dita a griffarsi.

Questo disturbo infatti non riguarda soltanto il primo dito del piede, ma l’intero avampiede che subisce modificazioni anatomiche e funzionali di notevole rilievo.

L’infiammazione cronica dei metatarsi centrali (metatarsalgia) è uno dei più comuni disturbi associati al valgismo dell’alluce, responsabile anche della deformazione delle altre dita del piede. La deviazione dell’alluce inoltre produce uno schiacciamento delle dita che si incurvano verso l’alto assumendo una tipica forma ad artiglio (“griffa”) e promuovendo lo sviluppo di numerose callosità.

Per curare in maniera efficace l’alluce valgo e per prevenire le recidive l’unica soluzione veramente valida rimane l’intervento chirurgico che, correggendo le patologie correlate (come il piede piatto) consente di risolvere definitivamente il disturbo.

Le tecniche di correzione relative al valgismo dell’alluce sono numerose e la scelta di quella più idonea alle esigenze individuali dipende da un complesso insieme di fattori. È sempre l’ortopedico a indicare quale possa essere la strada da percorrere, basandosi su una diagnosi certa e sulle condizioni di salute del paziente.

L’intervento più diffuso, che è di tipo mini-invasivo, ha una durata di circa 30 minuti e si effettua in regime di day-hospital, facendo camminare il paziente fin da subito. Il bendaggio viene rimosso dopo qualche settimana e il piede può indossare speciali scarpe ortopediche piatte fin dai primi giorni, per consentire al paziente di muoversi autonomamente. La fase post-operatoria prevede solitamente una radiografia dopo 2-3 mesi dall’operazione, per valutare le condizioni dell’osso e il suo posizionamento anatomico.

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